Piadina romagnolaIn Romagna si definisce "piadina romagnola" una schiacciata compsta dai seguenti ingredienti: farina di grano, acqua, sale, e in certi casi, anche altri ingredienti. Altri nomi della piadina: piada, pie, pjida, pièda, pji, pida. Forniamo alcune informazioni sulla piadina a cura di ristoranti rimini.
Tiopologie di Piadina:La piada classica romagnola si distingue perché è tirata sottile col matterello e a fuoco ardente di braci, fatta cuocere sul testo, in una telia di terracotta, dal basso orlo, la cui forma ha un che di primitivo. Si ottiene così un ampio disco picchiettato di bruno per il bruciare del fuoco, friabile, tenero, delicatissimo al gusto, che si consuma con buoni salumi nostrani, formaggi freschi, erbe di campagna e naturalmente il generoso Sangiovese di Romagna. La piadina contadina deve avere come ingredienti: farina, strutto, bicarbonato e zucchero. La più rustica si prepara, invece, senza strutto e con l'acqua al posto del latte.
Chi ne sa di piadina romagnola sa che determinare la ricetta canonica non è possibile, e forse anche addirittura indebito. Ci sono infatti tantissime varianti locali e familiari per stilare l'esatta formula. Accade anche per i piatti più complessi: ciascuno ritiene che la vera ricetta è la sua. Tante facce della stessa piadina, insomma, ma alcuni parametri nella diversità esistono certamente. L'altimetria, per esempio. Si va dalla più bassa a Riccione alla più alta nel forlivese. La grandezza, come le teglie di "Montetiffi" e condita senza riserve e ben cotta. Insomma un vero rompicapo per buongustai e tradizionalisti. Per fortuna esistono tre punti fermi.In pratica acqua, farina e sale. Il resto rappresenta la variabile in parte impazzita: tipo e quantità di grasso utilizzato, olio, zucchero, lievito e latte. C'è perfino chi adotta il miele. Un rebus gastronomico forse insolito per un cibo che non è neppure un piatto vero e proprio; ma vanta antenati e parentele con mezzo mondo.
Fa parte dell'area del pane non lievitato, cui appartiene per esempio quello azzimo degli ebrei. D'altra parte il lievito è stato utilizzato in cucina per la prima volta nell'antico Egitto. Oggettivamente la piadina romagnola può essere affratellata al pane carasao o alla carta musica, sardi, al pane arabo, a schiacciate non lievitate della Turchia, del Maghreb e dell'Eritrea. Esistono tracce anche in India e, perfino in America Latina: se al grano sostituiamo il granoturco otteniamo l'equivalente delle “tortillas". Preparazione della Piadina romagnola Ingriedenti (per 4) 500gr di farina bianca, 50gr di strutto (o 5 cucchiai di olio extravergine di oliva), sale, un pizzico di bicarbonato, acqua tiepida. Preparazione: disponete la farina a fontana sul tagliere. Incorporare lo strutto (o l'olio) ed aggiungere il sale e il bicarbonato. Con l'aiuto dell' acqua tiepida, lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto sodo. Dividetelo in 8 palle di pasta e lasciate riposare per circa 30 minuti sotto un tovagliolo.
Scaldare la telia (di terracotta, di ghisa o una moderna antiaderente). Stendere le pagnottine con il matterello fino ad ottenere dei dischi di circa 25cm di diametro e 3/4mm di altezza e cuocere sulla teglia calda qualche minuto per parte. Per girare la piadina, sollevarla con un coltello a lama lunga. A cottura ultimata tagliare in due e servire per accompagnare carne alla brace oppure imbottire come descritto qua a fianco...
Con la Piadina romagnola... la piadina si imbottisce in mille modi: con affettati come il prosciutto, la mortadella, il salame, il lardo ecc... oppure con lo squacquerone e rucola, con insalata di radicchi e cipolla fresca, oppure farcita con pomodori e melanzane in gratè, con la verza nel periodo invernale, oppure con erbette di campo tutto l'anno...
In poche parole: la piadina è buona con tutto... ed è buonissima anche da sola! Provare per credere! Abbinamenti L'abbinamento con la piadina è molto variegato e si può assicurare che si adatta a molti cibi. E più indicata per quelli che si sciolgono, come i formaggi - squacquerone e rucola - , e per i salumi, - prosciutto - con un'avvertenza: non sposarla con quelli troppo salati, come il prosciutto toscano. L'estensione si ferma a due varianti: con le erbe e con le patate, tipico dell'Appennino Tosco- Romagnolo (la tradizione non ammette altro !) : ecco allora il Crescione, la sfoglia sottile di piadina ripiegata in sé stessa, che racchiude ripieni di erbe cotte, zucca o patate Lo conferma anche Pascoli in una sua poesia: "Azimo santo e povero dei mesti (...) che s'accompagna all'erbe agresti...".
C'è comunque un segreto, semplice e pratico per gustare la piadina nella sua impareggiabile fragranza: consumarla calda, al massimo dopo tre minuti dalla cottura; dunque, occorre venire in Provincia di Forlì Cesena, nel luogo di produzione, magari al chiosco delle simpatiche azdore, giovani ed anziane inimitabili donne di Romagna.
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